Andreolo Raimondo Pompeo Antonio, in arte Arpa, rinomato artista lucano di sessant’anni inizia il suo percorso nell’arte in seguito alla dolorosa perdita del padre, avvenuta quando aveva 17 anni. La sua scomparsa ha segnato profondamente la vita dell’artista, ma è stata anche la scintilla che lo ha portato a scoprire l’arte come forma di espressione e riflessione.
Su padre è stato un grande campione: ha giocato nella nazionale italiana di Vittorio Pozzo, vincendo, oltre al Campionato Mondiale, unici quattro scudetti che il Bologna Calcio ferma ancora oggi. Oltre a essere un fuoriclasse sul campo, era un uomo straordinario, un padre esemplare che ha lasciato un segno indelebile nella sua vita.
“Il mio amore per l’arte è cresciuto ulteriormente quando, per un segno del destino, mi sono trovato tra le mani alcune opere del celebre Padre Tarcisio Manta, accademico di Brera e allievo del grande Cantatore. Questo incontro ha rappresentato un punto di svolta per la mia carriera artistica, ispirandomi profondamente.” afferma Arpa.
“Recentemente,” continua “ho avuto l’onore di ricevere l’incarico dal professore Giuseppe Appella, noto critico dell’arte, di raffigurare la Via Crucis di Castronuovo Sant’Andrea (2020-2025), un’opera che in passato ha visto il contributo di artisti del calibro di Fazzini e Melotti. Non ho esitato ad accettare, nonostante la complessità e il peso simbolico di questo progetto.
L’invito a realizzare i quadri per la Via Crucis è stato fortemente sostenuto dall’Avv. Vincenzo Di Sirio, illustre concittadino originario di Castronuovo Sant’Andrea, Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, e prossimamente Cavaliere all’Ordine al Merito della Repubblica, grande sostenitore della tradizionale Via Crucis di mezzanotte che si snoda tra le antiche vie del paese in provincia di Potenza e che vede come protagonisti solo uomini, tradizione istituita negli anni ’30 dal parroco Don Agostino Travascio, prozio dell’Avv. Di Sirio.
“Per prepararmi adeguatamente,” prosegue l’artista, “ho fatto visita al mio mentore, Padre Tarcisio, presso il convento di Sant’Antonio a Mercato San Severino, vicino Salerno. Da lui ho ricevuto preziosi consigli che mi hanno aiutato a riflettere sulla profondità del tema e sul significato della sofferenza umana.”
La sofferenza, così come l’amore, è un passaggio obbligato per l’evoluzione dell’anima e dello spirito. Emozioni profonde che prendono vita nei quadri raffiguranti le stazioni della Via Crucis. “È per questo che ho deciso di realizzare 15 stazioni anziché 14,” afferma Arpa, inserendo la Resurrezione come momento conclusivo e fondamentale del percorso.
Voglio esprimere la mia più sincera gratitudine al professore Giuseppe Appella,” conclude, “la cui competenza, dedizione e passione per l’arte sono un esempio per tutti noi. Il suo sostegno è stato fondamentale per la realizzazione di questo progetto.”